Vedere Emozioni

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“Maria Shutova è nata a Perm in Russia, si laurea in giurisprudenza e affascinata del Bel paese si è trasferisce in Italia. Gestisce un maneggio per qualche anno con una trentina di cavalli, un ristorante e il B&B. Si sposa e dopo il matrimonio collabora nella azienda del marito con il quale condivide la passione per i cavalli. Tre anni fa per puro caso Maria prende in mano la macchina fotografica e sembrerebbe che abbia trovato la sua vocazione. Partecipa con le sue fotografie a vari concorsi  e viene scelta per tre anni consecutivi come concorrente alla mostra internazionale di Arte Equestre Contemporanea presso la fiera internazionale del cavallo a Verona. Quest’anno si aggiudica il primo premio tra i sette fotografi selezionati.

l'intervista

Domanda: La base della sua fotografia è un ritratto che unisce cavallo e il uomo. Come è arrivata a questo tipo di fotografia?

             Maria: Mi interessa il contatto. Il rapporto. Non solamente un ritratto bello del cavallo o persona. All’inizio non mi ero accorta di questa cosa nella mia fotografia, ma dopo apprezzamenti e commenti della gente mi sono dedicata a riflettere e osservare le mie foto più attentamente – e si, quella che mi rapisce e proprio il legame tra i due.

             R.: fa anche riprese fotografiche sportive? Qualche gara?

             M: non proprio. Frequento sia gli show di morfologia dei cavalli arabi, che le gare di salto ostacoli, ma la cosa che mi attira di più e il “dietro le quinte”. Cioè dove il fantino o proprietario si prende cura del cavallo prima e dopo la prestazione. Quindi mi aggiro nelle scuderie alla ricerca di qualche scena particolare.

             R.: come riesce Lei a non ripetersi nei scatti? Non usare stessi tipi di immagini per tutti e creare sempre qualcosa di nuovo?

             M.: per prima cosa tutti i miei modelli sono diversi. Due cavalli diversi e due persone diverse non daranno mai stessa emozione, stessa scena. Una foto può certo assomigliare all’atra, ma non sarà mai uguale per un semplice motivo – non esprimono mai stessi emozioni. Ognuno è unico, figuriamoci i loro sentimenti. Osservo molto i lavori di altri fotografi, più bravi di me, per cercare di essere sempre originale.

             R.: succede spesso che le persone che inquadra non riescono comportarsi naturalmente? Si irrigidiscono? Come riesce Lei ad ottenere quelle espressioni sinceri dei modelli?

             M.: tutto sta nel avere pazienza. La sessione fotografica dura circa due ore/ due ore e mezzo, e gli scatti migliori arrivano sempre alla fine quando sono tutti rilassati. Lo stesso vale soprattutto per me, devo essere rilassata, sicura e contenta per contagiare gli altri.

Cerco di scattare senza preavviso per ottenere la massima spontaneità, metto i modelli al loro agio e scambio due chiacchere (con umani, ovvio😊).

             R:: Lei ha una sua emozione preferita da inquadrare?

             M.: Empatia. Dolcezza. Da entrambi le parti.

              R.: e invece i momenti tristi ci sono mai stati?

             M.: si certo. Non li cerco di proposito, ma per esempio un binomio dove il cavallo aveva 29 anni e dopo qualche mese se ne andato. E nelle foto c’è un filo di tristezza da parte del padrone, consapevole che non avrebbe avuto ancora tanto tempo da passare insieme. Ed e stata una cosa meravigliosa, perché ora ha un ricordo importante del suo cavallo.

             R.: Chi preferisce vedere dentro il mirino della macchina fotografica: uomo o donna?

             M.: Veramente indifferente. Anche se i maschi sono più sinceri nel esprimere i loro sentimenti, devo dire. Sono più diretti e difficilmente fingono e mi offrono le loro emozioni appieno.

             R.: Ok, con le persone è chiaro. Ma i cavalli? Non ha la sensazione che siamo noi che attribuiamo le nostre emozioni a loro?

             M.: Non mi ricordo chi ha detto questa frase: ”La bellezza sta negli occhi di chi guarda”. E mi piace molto. Si, direi che io sicuramente associo ai cavalli le mie emozioni del momento, ma anche dopo, quando vedo lo scatto finito. Vedo uno sguardo particolare, un gesto del collo… ma non solo nei   cavalli, tutti gli animali. Penso che ognuno di noi vede quello che ha già dentro di se, guardando una fotografia.

             R.: esiste un immagine che Lei vorrebbe immortalare e non ha ancora prodotto?

             M.: certo che si, ma soprattutto quelli che non sono ancora in grado di scattare. Mi manca esperienza, sto ancora studiando. Vorrei tanto andare in Camargue a riprendere i cavalli bianchi e prima poi lo farò.

             R.: cosa devono provare le persone guardando le Sue foto?

             M.: sa cosa accade ultimamente? Che mi scrivono certe persone che nemmeno conosco, le quali timorose, guardando le mie foto vincono la paura del cavallo, anzi, hanno voglia di conoscerlo più da vicino e addirittura creare un rapporto tutto personale 😊 Non è una supemissione, ma per me è importante. Desidero che il cavallo viene rispettato e amato da più persone possibile”.

Finalmente la rivista russa Gold Mustang Голд Мустанг e arrivata anche nelle mie mani direttamente da Mosca!
Distribuita non solo in Russia, ma anche all’estero, tratta il mondo equestre a 360° dalle gare e campioni, alle scuderie e le persone famose che vanno a cavallo per agonismo o piacere. Oppure solamente hanno un cavallo per amico.
Ma perché vi racconto questo? Perché dentro ultimo numero ci sono le mie foto e la mia intervista! Fatta da Egor Melentev– Direttore della rivista – il quale non solo mi ha trovato tramite le mie foto, ma personalmente ha scelto i scatti da pubblicare e mi ha fatto l’intervista di persona tramite Zoom!
Mi sento orgogliosa da matti essere presentata dalla rivista cosi importante, ma non solo – una rivista russa!!!!!!

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